Pagina 7 di 8

L'ultimo e definitivo perfezionamento nella produzione della polvere fu quello dell'impiego di mulini a biglie, quelli che il Molina definisce botti tritatorie, seguito dalla compressione alla pressa idraulica per ottenere la schiacciata. Il metodo fu poi ancora successivamente perfezionato con il mescolamento binario dei componenti. L'invenzione del metodo delle "botti tritatorie" risale al 1791, e fu opera di Carny, in Francia, allo scopo di aumentare la produzione della polvere, indispensabile in quell'epoca di guerre e rivoluzioni e non sopperita in quantità sufficiente dai metodi dei pestelli e delle macine. Le botti sono cilindri di ferro disposti orizzontalmente e rotanti sul proprio asse alla velocità di circa 20-22 giri al minuto, che all'interno presentano otto costolature di ferro dell'altezza di circa 4 centimetri. Le materie prime, preventivamente macinate in un frantoio, vengono immesse all'interno, e la macinazione è compiuta da biglie di bronzo fosforoso, del diametro di circa 20 millimetri, che vengono immesse nella botte nella proporzione di circa 300 chilogrammi di biglie per ogni metro cubo di capacità. Le materie prime vengono immesse nelle botti a due a due: in una vengono macinati insieme nitro e carbone, e nella seconda zolfo e carbone. La durata della macinazione era di dodici ore. Per la verità all'inizio le botti erano tre, ciascuna delle quali macinava un singolo componente, ma si trovò che i composti binari fornivano una polvere migliore. L'unica variante nota, nella seconda metà dell'Ottocento, era il metodo tedesco di macinare il carbone da solo, mentre nella seconda botte si univano zolfo e nitro. Naturalmente era importante far sì che ciascuna botte macinasse sempre lo stesso tipo di composto. Al termine della triturazione, i prodotti ottenuti, chiamati farine binarie, erano riposti in magazzini separati finchè non si raffreddassero, ed infine caricati nelle botti ternarie. Queste ultime avevano grosso modo lo stesso tipo di struttura delle binarie, ma erano costruite in legno e cerchiate di cuoio. Anche l'albero, che attraversava la botte per tutta la sua lunghezza, era ricoperto di legno. Il compito delle botti ternarie era quello di mescolare intimamente tutti e tre i componenti, e ciò avveniva nei primi tempi con l'uso di biglie di bronzo più piccole (7-10 mm di diametro) di quelle usate nelle binarie. In tempi successivi si passò all'uso di palle di legno duro, del diametro di 8-10 centimetri, che provvedevano a sfollare la massa e miglioravano la resa. Le farine binarie, setacciate per liberarle da eventuali residui legnosi non completamente carbonizzati e da eventuali frammenti delle biglie di bronzo, erano caricate nelle botti ternarie nella misura di circa 125 chilogrammi per metro cubo di capacità, e venivano mescolate a secco per sei ore alla velocità di rotazione della botte di 12-14 giri al minuto. Dopo un ulteriore setacciamento, le farine ternarie venivano trasportate nei locali di bagnatura. Qui venivano stese su tavoloni con sponde, simili a vaste madie, dove i 125 chili di prodotto della botte ternaria (un metro cubo era la capacità tipica di quest'ultima), venivano innaffiati con una quantità d'acqua distillata variabile in estate tra 2,1 e 3,3 ed in inverno tra 1,8 e 3,1 litri, in funzione dell'umidità dell'aria rilevata con psicrometro di August. Le farine bagnate erano rimosse in lungo e in largo con rastrelli di legno, quindi accumulate nel minor spazio possibile e lasciate riposare per mezz'ora finchè assumessero un grado omogeneo di umidità. Dopo questo tempo, erano ripassate accuratamente con una spatola di legno, per eliminare tutti i grumi, e portate alla pressa idraulica per ottenere la schiacciata. Quest'ultima, dello spessore di circa 5 millimetri, era ottenuta allestendo parecchi strati di farine ternarie umide, separati tra loro da fogli di rame, e sottoponendo il tutto all'azione della pressa. In tempi successivi ai fogli di rame vennero sostituiti fogli di ebanite, che davano alle schiacciate una superficie migliore.
Si discostavano da questo metodo solo la Russia e la Francia. In Russia le farine non venivano preventivamente bagnate ma erano attraversate, durante la compressione, da una corrente di vapore a 120 gradi. Era un tentativo di migliorare la conservabilità delle polveri, ma non risulta che abbia dato buoni risultati. In Francia, e forse anche in qualche altro piccolo stato europeo, le farine inumidite venivano laminate, cioè fatte passare, per mezzo di una tela continua, tra due cilindri che le comprimevano, con un procedimento simile a quello della fabbricazione della carta. Anche questo sistema non pare che avesse vantaggi particolari rispetto a quello della pressa idraulica. Il sistema delle botti binarie era indiscutibilmente superiore sia a quello primitivo dei pestelli che a quello delle macine, e consentiva di ottenere, rispetto a quelli, una miscela più omogenea ed una maggior densità delle polveri.
La densità era anche molto più costante, con grande vantaggio nella regolarità dei tiri, in particolare per le grosse artiglierie. Tuttavia, verso la fine dell'Ottocento, si fecero esperimenti che comportavano un parziale ritorno all'antico. La bagnatura delle farine ternarie era un'operazione complessa e costosa, perché, come abbiamo visto, richiedeva molto lavoro. Si pensò quindi di inviare le farine binarie alle macine, dove venivano mescolate inumidendole durante la macinazione. Il composto così ottenuto veniva poi inviato alle presse idrauliche, o al laminatoio. Il metodo era più spedito e dava una miglior miscela degli ingredienti, fornendo, per le polveri da cannone, un prodotto decisamente migliore. Tuttavia questo metodo misto non forniva migliori polveri per l'uso nei fucili o in miniera, e non divenne mai diffuso, anche perché entro brevissimo tempo dalla sua messa a punto vennero inventate le polveri senza fumo. Le schiacciate - comunque ottenute - dovevano essere granulate. Non sappiamo esattamente da chi ed in quale epoca sia stato ideato il primo sistema di granulazione conosciuto.

| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |
torna su
top
   
contattaci
FORUM
della
COMPAGNIA
NEWS:
Venite a
trovarci alla
mostra
RIMINI 1450



29 e 30
dicembre
2010


RIMINI
Sala degli Archi
Piazza Cavour
-------------