La Schola d'Arme Spadaforte - I cavalieri del XXI secolo
(da Chiamami Città - Anno XIV n. 426 - dal 9 al 15 ottobre 2002)


Molto probabilmente alcuni sorrideranno a sentir parlare di scherma medievale, antica o storica che dir si voglia. E penseranno a fanatici di Braveheart o del Gladiatore. Ma la realtà è molto diversa.
L’associazione Sportivo-culturale non a scopo di lucro "Schola d’arme Spadaforte" si occupa di promuovere e diffondere la pratica schermistica occidentale, ed italiana in particolare, dai secoli XV al XVI.
Vi sono regolari corsi dove, sotto la direzione del maestro Marco Rubboli della scuola d’arme “Achille Marozzo”di Cesena, viene insegnata la scherma non come uno sport, ma come un’arte e come una disciplina assimilabile alla matematica. Già perché così la scherma era vista in quelle epoche: una scienza esatta (non a caso i maestri d’arme più famosi erano molto spesso matematici e uomini di cultura).
Ma a che serve saper usare una spada ai giorni nostri? Oggi una disciplina marziale deve rispondere in primis alla necessità di doversi difendere da un'aggressione, e a questo scopo le varie scuol?????c??l???e orientali rispondono perfettamente a questo bisogno. Dunque in molti trovano la scherma antica del tutto inutile. Ma chi la pratica è innanzi tutto un curioso, un appassionato delle tradizioni, dello stile di vita e del codice morale che si formava in coloro che praticavano questa arte di combattimento.
Nelle scuole d’armi antiche infatti non veniva insegnato solo ad affrontare un duello, ma anche a valutare l’avversario, a rispettarlo, a seguire un codice comportamentale ed una condotta morale di un certo tipo. Veniva insegnata insomma quella che oggi chiameremmo una filosofia di vita.
Appare chiaro che, a causa del periodo storico in cui si sviluppava, coloro che accedevano a questa disciplina erano gli appartenenti ai ceti più elevati, nobili in maggioranza, ma anche mercanti e soldati di professione. Nella società dell'epoca si riteneva che codesta non fosse materia per il "volgo".
Un motivo in più per accostarsi a quest’arte ai giorni nostri, visto che essendosi l’uomo moderno fortunatamente liberato dalle caste definite per nascita, oggi tutti possono fruire di quegli insegnamenti.
Le tecniche sono estratte da trattati dell’epoca , uno per tutti: il “flos duellatorum” del 1409 del maestro Fiore de’ Liberi. Ma la trattattistica aumenta considerevolmente man mano che ci si avvicina ?????c??l??? al XVI secolo e fornisce una chiara e solida base per gli insegnamenti da riportare in sala.
Questa estrapolazione delle tecniche diventa un vero e proprio lavoro di archeologia, con una accurata e sistematica ricostruzione della corretta tempistica, distanza, scopo, tipologia di armi usate, per un corretto adattamento alle caratteristiche personali.
Va inoltre detto che le “armi” usate in sala d’arme, come insegnano i romani ed i maestri medievali, all'inizio sono riproduzioni in legno, e solo in un secondo tempo sono in metallo. Questo per due motivi: la sicurezza innanzi tutto, e poi il minor peso del legno che permette di allenare progressivamente il braccio in vista di armi più pesanti, e ciò rende accessibile e alla portata di tutti l'apprendimento.

Marco Baiocchi
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