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Oltre al pane, un’altra differenza tra città e campagna e data dalla presenza del mercato all’interno della città. La vita dei cittadini era legata al mercato mentre quella dei contadini all’autoconsumo. In caso di carestia i ceti urbani trovavano i prezzi più alti, quindi la roba non mancava, ma chi era indigente non aveva alcuna risorsa. In campagna invece la gente veniva abbandonata a se stessa, ma era comunque a contatto con le fonti di produzione, e quindi riusciva a cavarsela in qualche modo.
Accanto al consumo del pane giocavano un ruolo molto importante gli ortaggi, soprattutto cipolle, porri, cavoli ed aglio, considerati cibo tipico popolare contrapposto a quello signorile e di lusso.
Il loro ruolo è stigmatizzato in una novella si Sabadino degli Arienti in cui Nicolò d’este, signore di Ferrara, gioca una beffa al proprio servitore Bondeno che, figlio di un contadino, aveva la presunzione di essere nominato cavaliere. Fingendo di accogliere la sua richiesta Nicolò preparò la cerimonia, ma al momento dell’investitura porge a Bondeno uno scudo ed un cimiero che recano dipinti i segni della sua origine contadina: sull’uno è rappresentata “in campo de’ finissimo azuro una mano che salava un capo d’aglio in saliero”; sull’altro “una bellissima damisella che se chiudeva il naso e stringeva la boca, dimostrando essere forte offesa dalo odore de l’aglio”.
In città gli ortaggi venivano coltivati in orti personali, e servivano ad integrare l’alimentazione.
La frutta era considerata cibo superfluo e nobiliare.
La carne diventa sempre più il cibo dei ricchi, perché le zone boschive diminuiscono significativamente, a vantaggio dell’agricoltura, e diventano riserva di caccia esclusiva dei signori.
Anche l’allevamento suino diminuisce di conseguenza, non potendo più essere sfruttati i boschi, ed ogni famiglia allevano non più di uno o due porci nel cortile della casa. Aumenta invece l’allevamento ovino, grazie ai molti campi incolti, sfruttato soprattutto per latte e lana, secondariamente per la carne.
L’allevamento bovino aumenta anch’esso, anche se viene usato in campagna per il lavoro, ed in città per l’alimentazione.
Il pesce rimane un elemento molto importante, anche nell’alimentazione contadina, come dimostrano i dipinti con reti appese fuori di casa, il che fa pensare che si pescasse nei canali e nei fiumi.

CONCLUSIONI
E’ molto difficile prospettare un quadro chiaro ed omogeneo, a causa delle forit differenze geografiche, economiche sociali e politiche.
Nel complesso si ebbe il predominio dell’alimentazione basata su cibi di origine vegetale, ma le eccezioni sono tantissime.
Quella che sicuramente si delineò fu una differenza qualitativa tra cibi ricchi e cibi poveri, che nei secoli precedenti era più sfumata.

ELENCO DELLE FONTI
A tavola con i Malatesti
Agricoltura e attività silvo pastorali nell’Alto Medioevo. Un paesaggio adriatico, in "Campagne medievali" di Massimo Montanari.
L’alimentazione contadina nell’Italia tardo medievale, in "Campagne medievali" di Massimo Montanari

Paola Urbinati

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